Udine è una città che si gira a piedi, e questa è la sua qualità principale. Non ci sono distanze da coprire in autobus, non serve programmare spostamenti: il centro storico è compatto e le cose da vedere stanno una accanto all'altra. Chi alloggia dentro il centro, come da Alkecè in Vicolo Sillio, esce di casa e comincia a camminare.
Giorno 1, mattina: Piazza della Libertà
Si comincia dal punto che gli udinesi considerano il centro di tutto. Piazza della Libertà viene chiamata «la più bella piazza veneziana in terraferma», e stando in mezzo si capisce perché: da un lato la Loggia del Lionello, con la pietra rosa e bianca a fasce alterne; dall'altro il Porticato di San Giovanni con la Torre dell'Orologio; ai piedi della scalinata che sale al castello, le statue di Ercole e Caco.
Non serve fretta. È una piazza in cui si sta, più che una piazza che si visita: ci si siede, si guarda la facciata della Loggia cambiare colore a seconda dell'ora, si prende nota di dove tornare.
Giorno 1, pomeriggio: il Castello e la vista
Dalla piazza si sale al Castello di Udine passando sotto l'Arco Bollani, disegnato da Andrea Palladio. La salita è breve e si fa con calma: a ogni tornante la città sotto si apre un po' di più.
In cima ci sono i Civici Musei di Udine e la Galleria d'Arte Antica, dove si concentra la parte più importante delle collezioni cittadine. Ma anche chi non entra nei musei ha una buona ragione per salire: dalla terrazza si vede tutta la pianura friulana fino alle Alpi Giulie, e nelle giornate limpide il profilo delle montagne è nitidissimo.
Giorno 2, mattina: il Duomo e i Tiepolo
Il secondo giorno si dedica alla parte d'arte. La Cattedrale di Santa Maria Annunziata è a pochi minuti a piedi da Piazza della Libertà: facciata in mattoni, campanile rimasto incompiuto, e dentro gli affreschi giovanili di Giambattista Tiepolo.
Udine conserva alcune delle opere più belle di Tiepolo, e il bello è che si vedono senza fila e senza prenotazioni complicate: è una delle differenze concrete fra visitare Udine e visitare le città d'arte più battute.
Giorno 2, pomeriggio: Cividale del Friuli
Se restano energie, il pomeriggio del secondo giorno è il momento giusto per uscire dalla città. Cividale del Friuli è a una mezz'ora, in auto oppure in treno dalla stazione di Udine: è patrimonio UNESCO per la sua eredità longobarda, e le due cose da vedere sono il Tempietto Longobardo affacciato sul Natisone e il Ponte del Diavolo.
In alternativa, chi preferisce restare in città può dedicare il pomeriggio a Via Mercatovecchio e alle piazze del centro, che è il modo più semplice per capire come si vive Udine tutti i giorni.
Due giorni non esauriscono il Friuli — nessuna guida onesta lo direbbe — ma bastano per capire che Udine non è una tappa di passaggio verso il mare o verso l'Austria. È una città con un centro suo, una piazza che vale il viaggio e un modo di stare che si somiglia poco al resto del Nord Italia.
Dove passare il resto del tempo
Fra una tappa e l'altra il tempo si riempie da solo, e la parte più bella di Udine è proprio quella non programmata. Via Mercatovecchio è l'asse commerciale del centro: la si attraversa per andare da una piazza all'altra e ci si ferma per forza, perché è dove la città fa la spesa e si dà appuntamento. Poco più in là c'è Piazza Matteotti, che tutti a Udine continuano a chiamare Piazza San Giacomo: è la piazza del mercato, circondata da facciate colorate, e ha un'aria completamente diversa da quella monumentale di Piazza della Libertà.
Sono due luoghi che non compaiono negli elenchi delle cose da vedere, ma sono quelli in cui si capisce come funziona la città.
Il tajut, cioè come si sta a Udine
C'è una parola che si sente ripetere ovunque, in Friuli: tajut. Vuol dire «taglio» e indica il bicchiere di vino che si prende in compagnia, spesso in piedi, spesso per pochi minuti. Non è un aperitivo con un orario preciso: è una consuetudine sociale, un modo di incontrarsi che si ripete più volte nella stessa giornata.
Per chi ha due giorni, è il modo più veloce per capire che Udine non è una città-vetrina: la vita del centro è fatta soprattutto di persone che ci abitano.
Se avete mezza giornata in più
Chi riesce ad allungare il soggiorno ha due direzioni facili. La prima è Palmanova, la città-fortezza a pianta stellata fondata dalla Repubblica di Venezia nel 1593 e oggi patrimonio UNESCO: mezz'ora d'auto, e la si capisce percorrendo i camminamenti sulle mura. La seconda sono le colline del vino a est della città, il Collio e i Colli Orientali del Friuli, dove il paesaggio cambia completamente nel giro di pochi chilometri.
Entrambe si fanno in mezza giornata, ma nessuna delle due merita di essere fatta di corsa.
Perché conviene dormire in centro
Tutto quello che c'è scritto qui sopra ha un presupposto: che si alloggi dentro il centro. Da Vicolo Sillio, dove stanno Alkecè White e Alkecè Red, Piazza della Libertà è a pochi passi; da Via Pracchiuso il centro si raggiunge camminando. Significa non dover spostare l'auto per due giorni, non dover consultare orari e poter rientrare a metà pomeriggio senza perdere tempo.
Con un appartamento invece di una camera cambia anche il resto: si fa colazione con i propri tempi, si cucina la sera se non si ha voglia di uscire, si fa una lavatrice prima di ripartire.
Quattro alloggi indipendenti nel centro di Udine — Alkecè
Alkecè White e Alkecè Red in Vicolo Sillio, Alkecè Dual Suites e Alkecè Collection in Via Pracchiuso 91: cucina completa, lavatrice, aria condizionata e biancheria inclusa in ognuno.