«La più bella piazza veneziana in terraferma»: è la definizione che i friulani usano per Piazza della Libertà, e non è una frase di circostanza. Chi arriva da Venezia riconosce subito il linguaggio — la pietra chiara, le arcate, il ritmo delle colonne — ma qui è tutto ricomposto attorno a un colle, non attorno all'acqua.
La Loggia del Lionello
L'edificio che dà il carattere alla piazza è la Loggia del Lionello: palazzo gotico veneziano costruito a metà Quattrocento su progetto di Nicolò Lionello, che di mestiere faceva l'orafo. Le fasce alterne rosa e bianche corrono lungo tutta la facciata sopra un porticato di arcate gotiche.
Quello che si vede oggi è una ricostruzione fedele al disegno originale: la Loggia fu rifatta dopo l'incendio del 1876. È una di quelle informazioni che cambiano il modo di guardare un edificio, perché a occhio non si direbbe.
Il Porticato di San Giovanni e la Torre dell'Orologio
Sul lato opposto sta il Porticato di San Giovanni, con la Torre dell'Orologio che lo sovrasta. È il fronte più regolare della piazza, quello che fa da quinta: un colonnato lungo, ordinato, che nelle giornate di pioggia diventa il riparo più usato del centro.
Ercole e Caco, e la salita al castello
Ai piedi della scalinata che sale verso il Castello ci sono le statue di Ercole e Caco — a Udine sono il punto di riferimento per darsi appuntamento. Da lì parte la salita che passa sotto l'Arco Bollani, disegnato da Palladio, e porta in cima al colle.
Quando andarci
La piazza cambia parecchio nel corso della giornata. La mattina è attraversata da chi va al lavoro; nel pomeriggio si riempie di gente seduta; la sera le luci sulla pietra chiara la rendono un posto dove ci si ferma senza motivo. Per le fotografie la luce migliore è quella di fine giornata, quando batte sulla facciata della Loggia.
Da Vicolo Sillio ci si arriva a piedi in pochi passi: è il vantaggio di alloggiare dentro il centro invece che in periferia.
La fontana e le colonne
Al centro della piazza c'è la fontana cinquecentesca, e ai lati due colonne che portano il leone di San Marco e la statua della Giustizia: sono i segni espliciti dell'appartenenza alla Repubblica di Venezia, e spiegano meglio di qualunque didascalia perché il linguaggio architettonico di questa piazza sia quello lagunare.
Udine restò sotto Venezia per secoli, e Piazza della Libertà è il luogo dove quel rapporto è rimasto più leggibile.
Il legame con il castello
La piazza non è un ambiente chiuso: è la base di un percorso che sale. Dalle statue di Ercole e Caco parte la scalinata che passa sotto l'Arco Bollani — realizzato a metà Cinquecento su disegno di Andrea Palladio — e prosegue lungo il porticato che porta al piazzale del Castello.
È per questo che conviene guardare la piazza almeno due volte: una da dentro, e una dall'alto, mentre si sale. Da sopra si capisce che la geometria della piazza è pensata in rapporto al colle, non solo alle facciate.
Un consiglio su come guardarla
Il modo peggiore di visitare Piazza della Libertà è attraversarla. Il modo giusto è fermarsi e cambiare tre volte punto di osservazione: davanti alla Loggia del Lionello, per la facciata a fasce; sotto il Porticato di San Giovanni, per vedere la Loggia in prospettiva; e alla base della scalinata, da dove si abbraccia tutto l'insieme.
Richiede un quarto d'ora. È il quarto d'ora che distingue una foto da un ricordo.
A pochi passi dalla piazza
Il vantaggio pratico di alloggiare in Vicolo Sillio è che la piazza è a pochi passi: si esce, si cammina, si è arrivati. Da lì il resto del centro è tutto raggiungibile — la Cattedrale a pochi minuti, Via Mercatovecchio subito dietro, il Castello sopra.
È il motivo per cui consigliamo sempre di lasciare l'auto ferma per tutta la durata del soggiorno: a Udine non serve.
Quattro alloggi indipendenti nel centro di Udine — Alkecè
Alkecè White e Alkecè Red in Vicolo Sillio, Alkecè Dual Suites e Alkecè Collection in Via Pracchiuso 91: cucina completa, lavatrice, aria condizionata e biancheria inclusa in ognuno.